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La Fine Dei Vent'anni

MOTTA - LA FINE DEI VENT'ANNI Ingrandisci
 

Motta

COMPACT DISC

05/08/2016


9,99 € tax incl.


MOTTA - LA FINE DEI VENT'ANNI

C'è scritto “FINE ”, ma in realtà è l’inizio. Di una nuova prospettiva artistica, di una nuova visione, musicale certamente, ma anche di se stesso.

La fine dei vent'anni è il primo disco di Motta, ma non di Francesco, una delle anime e la penna che ha vergato le parole con cui i Criminal Jokers, in due dischi, hanno espresso in maniera elettrica e vitale l’urgenza dei propri vent’anni.
Poi il tempo scorre, le esperienze si accumulano, i punti di vista si spostano, leggermente, e fanno emergere altri suoni, altre parole, adeguate al momento artistico ed umano vissuto da questo straordinario musicista.
La versatilità è cosa che non gli manca. Motta è un polistrumentista prezioso che ha prestato negli anni la propria capacità a una Signora del Rock come Nada (con lei al basso, alla chitarra e ai cori), ai Pan Del Diavolo (qui alla batteria, e in piedi), agli Zen Circus (come tecnico del suono) e a Giovanni Truppi (alla chitarra e alla tastiera). 

Su “La fine dei vent’anni” decide finalmente di metterci la faccia e il cuore. Non solo il cognome.
Per questo cambio radicale di direzione - non di intensità - MOTTA chiama a sé Riccardo Sinigallia, tra i migliori produttori ed autori italiani (già con Niccolò Fabi, Max Gazzè, Tiromancino, Luca Carboni, Filippo Gatti, Coez), persona dalla sensibilità e dalla visione adatta ad un disco vario ed eclettico come questo.
La fine dei vent'anni è la scoperta dell'età adulta. Il racconto della crescita umana e musicale di uno dei più talentuosi artisti italiani.
Motta, finalmente, accetta di mettersi a nudo e raccontare se stesso, i suoi affetti, la sua vita e quella della sua famiglia. Lo fa utilizzando un tappeto di suoni e colori vastissimi, impossibili da racchiudere in una definizione.
È canzone d'autore, sì, ma è anche pop.
Non rinuncia all'impatto e alle asperità del rock, ma guarda in direzioni e mondi diversi.
Non segue un modello preciso, non cerca di rifarsi a una tradizione, preferisce mischiare con orgoglio tutte le sonorità con cui è cresciuto e dare vita a un insieme per certi versi unico e fresco.

La produzione di Riccardo Sinigallia (anche co-autore di alcuni brani) enfatizza e al tempo stesso addolcisce le asperità vocali di Motta che nel disco suona, sparsi nei brani, chitarra, basso, batteria, tastiere. A lui, in studio, si aggiungono alcuni dei migliori musicisti su cui una produzione possa contare: Cesare Petulicchio (BSBE – Bud Spencer Blues Explosion), Andrea Ruggiero (Operaja Criminale e mille altri), Laura Arzilli, Lello Arzilli, Andrea Pesce, una leggenda come Giorgio Canali, Maurizio Loffredo, Guglielmo Ridolfo Gagliano (Paolo Benvegnù, Negrita) e Alessandro Alosi (Pan Del Diavolo).

Un disco solista, quindi, ma tutt'altro che realizzato in isolamento.
La fine dei vent'anni è il collettivo che si mette a servizio del singolo e dell'arte.
Come dovrebbe accadere sempre quando si scopre che diventare adulti è in realtà molto diverso dall’invecchiare.

 
 

Ascolta una piccola anteprima di ogni traccia

Abbiamo vinto un'altra guerra
03:35
La fine dei vent'anni
04:30
Prima o poi ci passerà
03:58
Sei bella davvero
03:14
Roma stasera
03:30
Mio padre era un comunista
03:15
Prenditi quello che vuoi
02:44
Se continuiamo a correre (feat. Alessandro Alosi)
03:35
Una maternità
03:42
 

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