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Album di Black Sabbath

I Black Sabbath sono un gruppo hard rock che si è formato nel 1968 a Birmingham, UK. La sua formazione storica ​​è costituita da Ozzy Osbourne (voce), Tony Iommi (chitarra), Geezer Butler (basso) e Bill Ward (batteria).


In seguito, ci sono stati numerosi cambiamenti tra i componenti della band infatti quasi tutti i membri della formazione originale se ne sono andati con l’eccezione di Tony Iommi che è sempre presente. La storia dei Black Sabbath inizia a Birmingham dove Ozzy Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward cercano, attraverso la musica, una via di fuga da una vita di lavoro in fabbrica. I quattro musicisti cominciano a produrre musica dapprima influenzata dalla psichedelia e poi, influenzati dalle big band blues rock britanniche, Led Zeppelin e Cream su tutti, formano a loro volta nel 1968 una blues band, la Earth Blues Company.


Poco dopo arriva la svolta, quando Butler, appassionato di letteratura e film horror, propone la sua idea di una canzone ispirata da un’apparizione soprannaturale inquietante. Osbourne compone il testo e la band produce Black Sabbath, una canzone che provocherà reazioni potenti nel pubblico che la ascolterà di li a poco. Iommi e soci capiscono di avere imboccato la strada giusta e, ovviamente, decidono di cambiare il nome alla band che diventa, guarda caso, Black Sabbath.


I Black Sabbath registrano il loro primo album omonimo durante un’unica sessione di registrazione nell’Ottobre del 1969 al Regent Sound Studios di Londra, riproducendo il loro intero live set. Nel disco si sente forte e chiaro lo stile dei Sabbath, privo di fronzoli ed effetti di qualsivoglia genere. IN effetti le uniche tracce sonore aggiunte sono i rintocchi della campana e il suono del temporale che aprono la title track.
Black Sabbath viene pubblicato dalla Vertigo nel Regno Unito alla fine del 1969 e dalla Warner Bros. negli Stati Uniti nel Febbraio del 1970.


Nonostante le critiche siano piuttosto pesanti l’album vende bene e in brve tempo i Sabbath divengono una band molto amata dal pubblico.
Nel 1970 esce Paranoid, secondo successo di vendite e pubblico con oltre 4 milioni di copie vendute e, nell’anno successivo, dopo la band pubblica il terzo album, Master Of Reality, seguito da Volume 4 nel 1972 e Sabbath Bloody Sabbath che esce nel 1973. Tutti questi dischi superano abbondantemente il milione di copie vendute e tutto sembra andare per il meglio ma, come spesso succede alle band di successo, nel 1974 cominciano i problemi. Nel 1975 esce Sabotage che però non riscuote il successo sperato e i Black Sabbath decidono di rinnovare il loro stile musicale.
Questo inevitabilmente però aumenta i contrasti interni alla band, specie tra Osbourne e Iommi, e quando esce Technical Ecstasy, nel quale vengono provate alcune delle idee di Iommi, disco non entusiasmante, Ozzy comincia a pensare di lasciare il gruppo, cosa che farà nel 1977.
Viene sostituito da Dave Walker ma ritorna indietro un anno dopo. L’uscita di Never Say Die! nel 1978 conferma il momento mediocre dei Sabbath e nel 1979 Osbourne lascia una seconda volta Iommi e compagni per tentare la carriera solista.
Al suo posto subentra Ronnie James Dio, proveniente dall’esperienza con i Rainbow e il risultato della svolta si vede nel buon successo di Heaven And Hell, album dato alle stampe nel 1980 che rappresenta un nuovo inizio, anche dal punto di vista commerciale, per la carriera dei Black Sabbath. Il 1981 segna l’abbandono di Ward che viene sostituito da Vinnie Appice con il quale i Sabbath registrano Mob Rules, un disco mediocre che non racconta niente di nuovo ma che sancisce la rottura tra Dio e Iommi. Ronnie James se ne va portandosi dietro anche Appice.
In sostituzione del cantante e del batterista rientra Bill Ward e Ian Gillan, ex-cantante dei Deep Purple ed esce Born Again 1983. Già nel marzo dell’anno seguente Gillan partecipa alla reunion dei Deep Purle.
Quando anche Geezer Butler lascia i Sabbath, la band diventa creatura personale di Tony Iommi, tanto che Seventh Star del 1986 riporta la dicitura ‘Black Sabbath featuring Tony Iommi’.
Da qui in poi l’unico membro fisso è, appunto, Toni Iommi mentre la formazione del gruppo cambia vorticosamente mentre continuano ad uscire dischi piuttosto insignificanti, Headless Cross nel 1989, Tyr nel 1990. Nel 1992 Iommi riesce a rimettere in piedi la formazione con Dio e Appice e registra Dehumanizer, una buona prova che riscuote successo di pubblico e critica. Dopo poco però Appice e Dio se ne vanno un’altra volta.Altro rimaneggiamento della formazione ed esce Cross Purposes , che vende poco, come poco venderà il successivo album del 1995 Forbidden. Siamo alla fine della parabola dei Black Sabbath che comunque hanno un ultimo sussulto quando nel 1998 fanno uscire Reunion con la line up più amata: Ozzy Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler e Ian Ward. L’esecuzione di “Iron Man” fa vincere ai Sabbath il loro primo Grammy come ‘miglior performance metal’ e nel 2000 vengono nominati per la quarta volta tra i papabili per entrare nella Rock And Roll Hall Of Fame. Ne Entreranno a far parte solo nel 2006.
Nel 2013 esce 13 ultimo album, almeno per ora, prodotto con quasi tutta la formazione originale. Il solo Ward non ha voluto partecipare alla reunion per problemi contrattuali.

 
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